Da ricordare
- Sabato 9 Giugno, orario 15.30/18.30, MEDITAZIONE TIBETANA, con Alak Rinpoche, Entrata e donazione libere.
- Sabato 19 Maggio, orario 15.30/18.30, MEDITAZIONE REALIZZATIVA (yoga e antico Buddhismo), con Giuseppe Tamanti. Entrata e donazione libere.

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domenica 20 maggio 2012
 
 

Invito alla Meditazione - Sedute aperte
Da ottobre a maggio, il 1° e il 3° sabato del mese e con orario 15.30-18.30 (salvo indicazioni diverse), presso la Sede dell'Associazione si svolgeranno delle Sedute di MeditazioneOgni 1° Sabato del mese, Meditazione tibetana, in compagnia del monaco Alak Rinpoche, che ci onora della sua presenza e del suo insegnamento da ben sei anni.
Ogni 3° Sabato del mese, per il quinto anno consecutivo, Meditazione indiana (auto-realizzativa yoga e dell'antico Buddhismo), col M° Giuseppe Tamanti. All'insegna del laicismo più puro e della profonda spiritualità dell'India, facendo perno sul desiderio di superamento della sofferenza e utilizzando gli strumenti della concentrazione, della visualizzazione, dell'analisi argomentativa e riflessiva, della presenza mentale, della tranquillità e della chiara consapevolezza, sarà possibile fare degli importanti passi lungo il fondamentale percorso della meditazione, che ha come meta l'apertura di un canale di comunicazione fra pensiero e cuore, per la conoscenza di sé stessi, la ricerca di armonia, la quiete e il ristabilimento dell'equilibrio psico-fisico. Una vera e propria Terapia filosofica che il Samkhya e lo Yoga classico, da sempre, svolgono a beneficio della persona. Nel rispetto di quanto il pensiero indiano ha profuso in questa direzione da migliaia di anni, cioè dai primi, ispirati scritti dei Veda, agli insegnamenti delle Upanishad per arrivare alle profonde elaborazioni cosmologiche, psicologiche ed etiche del Samkhya, dello Yoga classico e dell'antico Buddhismo.
E' gradita una telefonata di prenotazione al 335 6765957. L'entrata e la donazione sono libere.
 
                                                                                                       
Giuseppe Tamanti, l'autore del vecchio "Trattato di Yoga classico", ormai esaurito, ha ripreso in mano la prima parte e l'ha completamente rinnovata e ampliata pubblicando un nuovo testo dal titolo:"Lo Yoga e il Samkhya - Terapia filosofica e meditazione realizzativa", Ed. Youcanprint, 2012, pp. 450. L'intento dell'opera è di presentare, in una visione comparativa e critica insieme, il testo commentato sia delle 69 strofe del Samkhya-Karika  di Ishvarakrshna, corredate da dieci quadri sinottici dell'intero sistema filosofico del Samkhya, sia dei 195 aforismi dello Yoga-sutra di Patanjali, proposti anche in sanscrito traslitterato e tradotti per singole parole. E', inoltre, stata trattata con particolare cura la Meditazione realizzativa dello Yoga. La Terapia filosofica e la Psicologia yoga, con tutto il rilievo necessario per risolvere i tanti crucci esistenziali che ci affliggono e per ritrovare la tanto auspicata contentezza, sono ampiamente trattate, così come gli esercizi di concentrazione, la spiegazione degli otto livelli di Meditazione realizzativa e la pratica meditativa dell'antico Buddhismo. Un testo, quindi, che va a colmare un vuoto nel panorama letterario nazionale e internazionale e che costituisce una sicura guida per ogni cultore di Yoga. (Vedi Menu: Yoga classico).

L'ambiente e la quiete
L'invito è, da sempre, quello di visitare la palestra o di fare una lezione di prova. In modo da saggiare sia il livello d'armonia dell'ambiente nel quale le lezioni si svolgono sia quello della quiete necessaria al corretto e regolare svolgimento dell'attività prescelta.
E' importante sapere, fin da ora, che le serate dedicate alle Arti marziali sono opportunamente separate da quelle dedicate allo Yoga classico e che, pertanto, non vi è alcuna sovrapposizione fra loro. 

Significato del simbolo


Il nostro simbolo rappresenta, in forma stilizzata, una roncola, l’utensile che il saggio agricoltore sa utilizzare con maestria per la potatura di un albero. Per eliminare, cioè, quei rami che tendono a disperdere l'energia vitale a scapito di quelli principali e in modo che l'intero albero si sviluppi armoniosamente per meglio resistere alle intemperie. E per consentirgli una sana ed equilibrata distribuzione della linfa vitale, in modo da permettergli di produrre i suoi frutti migliori.
Un concetto semplice, con un significato sempre valido e attuale, ma è proprio lì, nella semplicità che attraversa il tempo, che sta la verità più vera.
 
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