Filosofia Yoga - Contenuto della pagina Stampa o Pdf Stampa o Pdf

  • Il sistema di pensiero Yoga
  • Lo Yoga, l’ONU e l’UNESCO
  • Lo Yoga-sutra di Patanjali

 

Il sistema di pensiero Yoga

 

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Copertina dell’ultimo libro del M° Giuseppe Tamanti.

 

Quando si parla di Yoga il pensiero di un occidentale corre subito alla pratica realizzativa che lo contraddistingue, fatta di tecniche meditative, respiratorie e posturali che per millenni hanno scaldato i cuori e le menti d’Oriente e che, in tempi più recenti, hanno conquistato anche l’Occiden­te. Ma è doveroso ricordare che la sua sistematica struttura logica, metafisica e psicologica è plasmata dalla filosofia Sāṃkhya. E’ col Sāṃ­khya che è strettamente imparentato, è nel Sāṃkhya che affonda le sue radici conoscitive ed è dal Sāṃ­khya che trae il suo vitale nutrimento.

 

Possiamo tranquillamente dire che è addirittura l’intera cultura di quel grande Paese a essere letteralmente condizionata da queste due filosofie, le quali, unitamente al pensiero jainista, costituiscono gli antichissimi presupposti, il vero e proprio humus dal quale ha assorbito linfa vitale l’intero pensiero indiano.

 

In queste pagine del sito ho il piacere di presentare alcuni scorci di entrambi questi sistemi filosofici che hanno una storia di tutto rispetto, perché in India, da almeno duemilacinquecento anni, anche se valenti studiosi sostengono che gli anni sono più di cinquemila, non c’è stato uomo di cultura che non abbia sentito come facente parte delle proprie radici lo Yoga e con esso il Sāṃkhya.

 

 


 

 

Lo Yoga, l’ONU e l’UNESCO

 

Le Nazioni Unite (ONU) annunciano che il 21 Giugno di ogni anno, la data del Solstizio d’Estate, sia dedicato alla Giornata Internazionale dello Yoga.

“Risoluzione adottata da tutti i 193 membri dell’Assemblea generale il 11 Dicembre 2014.

Rilevando che è importante che gli individui e le popolazioni facciano delle scelte più sane e adottino uno stile di vita che permetta loro di rimanere in buona salute,

Sottolineando il fatto che la salute globale è anche un obiettivo di sviluppo a lungo termine, che richiede una cooperazione internazionale più strettamente basata sullo scambio di buone pratiche per incoraggiare gli individui ad adottare stili di vita migliori ed escludere qualsiasi tipo di eccesso,

Riconoscendo che lo Yoga offre un approccio globale alla salute e al benessere;

Riconoscendo inoltre che una più ampia diffusione delle informazioni sui benefici dello Yoga sarebbe un beneficio per la salute della popolazione mondiale;

  • 1. decide di annunciare il 21 giugno Giornata Internazionale dello Yoga;
  • 2. invita tutte le agenzie degli Stati membri e degli Stati osservatori, gli organismi delle Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali e regionali nonché la società civile, comprese le organizzazioni non governative e gli individui, di osservare il giorno Internazionale dello Yoga nel modo migliore, secondo le priorità nazionali, al fine di sensibilizzare la gente sui benefici di questa pratica;
  • 3. sottolinea che tutte le attività derivanti dall’applicazione di questa risoluzione dovrebbero essere finanziate attraverso contributi volontari;
  • 4. chiede al Segretario generale di portare la presente risoluzione all’attenzione di tutti gli Stati membri e degli Stati osservatori e di tutti gli organismi delle Nazioni Unite.”

 

Ancora un recente riconoscimento: il 1° dicembre 2016 lo Yoga è stato dichiarato Patrimonio orale e immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. La decisione è stata adottata all’unanimità dai 24 componenti il Comitato intergovernativo dell’ONU, nel corso della sua riunione annuale, organizzata quest’anno ad Addis Abeba, la capitale etiopica. Il Comitato ha adottato questa risoluzione chiarendo che:

 

Lo Yoga sviluppa l’unione della mente, del corpo e dello spirito per migliorare il benessere psichico, fisico e spirituale delle persone. La filosofia che è alla base dell’antica pratica dello Yoga ha influenzato numerosi aspetti della società indiana, che vanno dalla salute alla medicina, dall’istruzione alle arti. Lo Yoga viene praticato a tutte le età, senza discriminazione di sesso, classe o religione, e associa posizioni, meditazione, respirazione controllata, recitazione di parole e altre tecniche mirate a offrire benefici all’individuo, ad attenuare i dolori e a consentire di raggiungere uno stato di liberazione.»

 


 

 

Lo Yoga-sutra di Patanjali

 

Di seguito si presenta una sintesi o, meglio, uno sguardo d’insieme degli argomenti trattati all’interno di ciascuna delle quattro Sezioni, dette anche “libri”, in cui si suddivide tutto il lavoro di Patanjali (II sec a.C.), che, si ricorda, è il testo di riferimento di moltissime Scuole di Yoga tradizionali e va a costituire il corpo stesso della Filosofia Yoga, una delle sei filosofie ortodosse dell’India (tratto dal libro: Yoga classico – Sāṃkhya, Raja e Hatha Yoga – Filosofia e Pratica in 108 Lezioni, 2018, di Giuseppe Tamanti).

 

Argomenti trattati nei sutra della Prima Sezione riguardante I sūtra sul samādhi:

 

  • I.1     ÷    I.4       –   Il primo fine dello Yoga è l’arresto del turbinio della mente.
  • I.5     ÷    I.11     –   Le modificazioni della mente sono penose e non penose. Descrizione dei cinque tipi: retta conoscenza, erronea cognizione, costruzione mentale, sonno e memoria.
  • I.12   ÷    I.16     –   L’arresto delle modificazioni della mente si ha con l’esercizio e il distacco. Il distacco iniziale e il distacco supremo.
  • I.17   ÷    I.19     –   Gli otto stadi meditativi laici e spirituali. I sei samādhi producenti seme karmico, che utilizzano i quattro stati fondamentali della mente: vitarka, vicāra, ānanda e asmitā. Il samādhi conscio o con seme. Il samādhi superconscio o senza seme. I due samādhi propri per nascita.
  • I.20   ÷    I.22     –   I cinque mezzi di realizzazione del samādhi, che sono al servizio di un saldo e costruttivo proposito: fede, vigore, rammemoramento, aspirazione al samādhi e discernimento. I tipi d’impegno da profondere per l’otte­nimento del samādhi.
  • I.23   ÷    I.29     –   Percorso meditativo devozionale per giungere al samādhi. La figura di Īśvara.
  • I.30   ÷    I.32     –   Le nove cause di distrazione della mente e i mezzi per il loro superamento.
  • I.33   ÷    I.38     –   I quattro stati illimitati della mente e altri mezzi per ottenere la quiete e il calmo fluire dei pensieri.
  • I.39   ÷    I.46     –   Le quattro meditazioni dello Yoga, o stati d’identità, producenti nuovo seme karmico: vitarka, nirvitarka, vicāra e nirvicāra.
  • I.47   ÷    I.51     –   Realizzazione del distacco supremo. Primi accenni della dottrina del karma.

 

 

Argomenti trattati nei sutra della Seconda Sezione riguardante I sūtra sulla pratica:

 

  • II.1      ÷ II.2      –   I preliminari dello Yoga, necessari ad attenuare le afflizioni.
  • II.3      ÷ II.9      –   Le cinque afflizioni della mente.
  • II.10    ÷ II.15    –   Cause karmiche delle afflizioni e loro rimedi. Alcuni principi della dottrina del karma, ripresi nella Sez. III e approfonditi nella Sez. IV.
  • II.16    ÷ II.17    –   E’ da evitare il dolore futuro. Causa della sofferenza. Quadripartizione della scienza medica e sua validità per lo Yoga e il Buddhismo.
  • II.18    ÷ II.25    –   Gli stadi di sviluppo dei guṇa e i venticinque princìpi del Sāṃkhya.
  • II.26    ÷ II.28    –   La rimozione della non conoscenza si ha per mezzo della visione discriminativa in sette stadi definitivi.
  • II.29    ÷ II.45    –   Gli otto mezzi di realizzazione dello Yoga. I primi due mezzi esterni: discipline e osservanze.
  • II.46    ÷ II.48    –   Il terzo mezzo: la posizione.
  • II.49    ÷ II.52    –   Il quarto mezzo: il contenimento del prāṇa.
  • II.53    ÷ II.55    –   Il quinto mezzo: il ritiro dei sensi.

 

Argomenti trattati nei sutra della Terza Sezione riguardante I sūtra sui poteri:

 

  • III.1     ÷  III.8     –   I tre mezzi interni di realizzazione: concentrazione, meditazione, raccoglimento. Il saṁyama, la suprema disciplina della mente.
  • III.9     ÷  III.15  –   Le tre evoluzioni della mente e le tre evoluzioni del divenire, propedeutiche all’acquisizione dei poteri psichici. Ulteriori disquisizioni sul karma.
  • III.16  ÷  III.34  –   I poteri psichici ottenibili col saṁyama e derivanti dall’intento di conoscere il mondo esterno allo yogin.
  • III.35  ÷  III.42  –   I poteri psichici ottenibili col saṁyama e derivanti dall’intento di conoscere il mondo interno allo yogin. Le possibili azioni supernormali.
  • III.43  ÷  III.49  –   Il dominio sugli elementi sottili e sui sensi di cognizione: relative mahā-siddhi. La suprema conoscenza.
  • III.50  ÷  III.55  –   La conoscenza discriminativa e l’isolamento.

 

Argomenti trattati nei sutra della Quarta Sezione riguardante I sūtra sull’isolamento:

 

  • IV.1     ÷  IV.5     –   I cinque modi per ottenere i poteri. Le due fondamentali leggi di natura sono inviolabili. Spiegazione di come una mente possa espandersi fino alla creazione di diverse menti, che hanno le stesse proprietà della prima. Diversamente dai corpi densi, la cui creazione le è preclusa.
  • IV.6     ÷  IV.11  –   La dottrina del karma e relativa terminologia. La ruota a sei raggi delle continue rinascite.
  • IV.12  ÷  IV.14 –    Il tempo: passato, presente e futuro. Le proprietà dell’oggetto e le trasformazioni dei guṇa.
  • IV.15  ÷  IV.21  –   Critica all’idealismo buddhista, per il quale non vi è né oggetto né fenomeno né ente superiore alla mente.
  • IV.22  ÷  IV.34  –   La capacità discriminativa della mente e l’isolamento.