Storia dello Stile Hung Gar - Contenuto della pagina Stampa o Pdf Stampa o Pdf

  • Il Monastero Shaolin
  • Il Kung Fu
  • Lo stile Hung Gar
  • Ringraziamenti

- Il Monastero Shaolin

 

Secondo la leggenda il Monastero Shaolin diventa la culla delle Arti Marziali cinesi circa 1500 anni fa, quando vi giunse un monaco indiano di nome Bodhidharma, il quale insegnò ai monaci buddhisti una serie di esercizi per rinforzare il fisico, troppo indebolito dalle numerose ore di preghiera e di meditazione.

Il vigore fisico dei monaci migliora e inizia lo sviluppo di tecniche marziali finalizzate alla difesa del monastero. Nel corso dei secoli la forza e l’abilità dei monaci diventa tale da attirare l’attenzione del potere imperiale, il quale prima li utilizza per difendere la Cina dall’invasore straniero, poi decide di eliminarli in quanto avrebbero potuto rappresentare una minaccia per lo Stato.

I monaci sopravvissuti all’agguato si rifugiarono nel monastero di Fukien, nel sud della Cina, ma anche questo divenne presto un centro di eccellenza delle Arti Marziali e, come tale, venne distrutto.

 


 

- Il Kung Fu

 

“Kungfu”, o come sarebbe più corretto scrivere “Gongfu”, è un termine utilizzato in occidente per indicare le Arti Marziali cinesi, anche se in realtà questa espressione è utilizzata in Cina per indicare una qualsiasi abilità raggiunta attraverso un duro lavoro. Le Arti Marziali cinesi sono un mondo vasto e complesso che comprende centinaia di stili differenti, ognuno dei quali rappresenta un sistema completo e indipendente.

Una gran parte di questi stili deriva dal monastero di Shaolin e nel corso dei secoli ha assorbito importanti influenze dal buddhismo, dal daoismo, dal confucianesimo e dalla medicina tradizionale cinese.

Le Arti Marziali cinesi rappresentano una vera e propria Via che comprende autodifesa, salute, cultura e crescita interiore.

 

L’arte di combattere seguendo le movenze dei 5 Animali sacri di Shao­lin è quindi una pratica antica, codificata secoli fa dai Monaci che, oltre a dedicarsi alla meditazione e alla preghiera, nutrivano il bisogno di difendersi dai briganti e dalle invasioni di eserciti stranieri.
Lo studio delle “Forme” brevi (Tao) e lunghe (Lu) consentiva all’allievo di far sue non solo le movenze dei 5 Animali ma anche, cosa molto importante ed efficace nel combattimento, le qualità stesse dell’animale imitato. Si cercava così di sviluppare interiormente:

 

  • la Potenza della Tigre;
  • l’Agilità del Leopardo;
  • la Velocità della Gru;
  • la Fluidità del Serpente;
  • l’Equilibrio del Drago.

Nei secoli queste finalità sono diventate prerogative di singole Scuole che hanno sviluppato particolari Stili.

 

Il Kung Fu è un’Arte Marziale oggi diffusa in tutto il mondo. Il termine “Kung Fu”, in cinese, significa “duro lavoro” e sta ad indicare la modalità dell’impegno che occorre mettere in campo nell’apprendimento dell’Arte Guerriera (Wu Shu).
Anche se sempre più spesso praticato in modo sportivo e ago­nistico, con il rischio di un allontanamento dalle sue “tradizionali” finalità, sono innumerevoli gli effetti positivi di un corpo forte e sano sulla salute e sullo sviluppo armonico.
L’Arte Marziale cinese è una realtà molto complessa, una vera e propria Via (Tao) di crescita interiore, seguendo la quale l’allievo viene a contatto con le proprie paure e impara ad affrontarle, impara a trasformare que­sti blocchi in vere e proprie Virtù, senza le quali un Guerriero non sarebbe degno di portare un tale titolo. Queste Virtù sono: il Perdono, la Pazienza, la Volontà, l’Umiltà, la Compassione, la Tolleranza e la Comprensione.
Un’Arte che insegna, inoltre, a coltivare un armonioso sviluppo interiore dei 4 elementi della natura – Terra, Acqua, Fuoco e Aria – nel rispetto della Legge Taoista delle Mutazioni dello Yin e dello Yang.
Il Kung Fu non è solo pura Arte guerriera. Esso riunisce in sé molte altre discipline che, nel complesso, mirano a rendere l’uomo più forte, fisicamente e spiritualmente, e l’aiutano a meglio affrontare quella tortuosa e a volte tragica, ma sempre e comunque magicamente affascinante, lunga strada che è la vita.
Lungo il percorso di conoscenza del Kung Fu l’allievo attraversa dei punti cruciali, da riconoscere e sviluppare perché vere e proprie qualità:

 

  • conoscenza del proprio corpo;
  • ricerca dell’armonia e dell’agilità;
  • controllo della mente ed emozioni;
  • sviluppo della volontà, dell’amore e dell’impegno per l’Arte alla quale ci si dedica.

 


 

- Lo Stile Hung Gar

 

Hung Gar Kuen significa letteralmente pugno della famiglia Hung, infatti il fondatore di questo stile è Hung Hee Gung, il quale praticava lo stile della tigre al monastero di Fukien. L’Hung Gar è uno degli stili più rispettatati e famosi della Cina del Sud, è caratterizzato da colpi potenti e posizioni stabili, predilige le tecniche di braccia limitando i calci alla parte inferiore del corpo.

 

Il programma della nostra scuola prevede lo studio dei fondamentali, delle forme a mano nuda e con armi, oltre che le applicazioni in coppia. La pratica è adatta a qualsiasi età e a qualunque livello di condizione fisica, dato che rispetta ed educa il corpo e la mente. Un allenamento caratterizzato da movimenti sciolti, elastici e molto efficaci che, se fatto con impegno e costanza, permette di raggiungere diversi obiettivi, dal benessere psicofisico alla difesa personale.

 

Gli insegnamenti classici dicono che: “Chi vuole studiare l’arte deve per prima cosa rispettare i riti, colui che vuole apprendere le tecniche marziali deve prima di tutto acquisire la virtù.”

Secondo la tradizione cinese ogni praticante l’Arte Marziale deve coltivare dieci virtù:

 

  1. rispetto: rispettare significa riconoscere valore, per questo è fondamentale rispettare se stessi, i maestri presenti e passati, i compagni e l’arte praticata;
  2. umiltà: per migliorare è necessario essere costantemente consapevoli dei propri limiti e dominare il proprio ego e il proprio orgoglio;
  3. rettitudine: man mano che aumenta l’abilità devono aumentare l’onestà intellettuale e morale;
  4. fiducia: chi vuole progredire deve avere fiducia nelle sue capacità, oltre ad avere fiducia nel maestro e nei compagni che lo accompagnano lungo il percorso;
  5. lealtà: perché la pratica sia proficua si deve essere sempre onesti e sinceri con se stessi, con i maestri e con i compagni;
  6. volontà: si deve sapere con chiarezza quali sono i propri obiettivi e+ impegnarsi per raggiungerli senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli;
  7. resistenza: per superare la fatica e le difficoltà è necessario sviluppare una grande resistenza, tanto fisica quanto mentale;
  8. perseveranza: per quanto ci si possa impegnare non si possono evitare momenti difficili, chi vuole imparare davvero deve essere perseverante;
  9. pazienza: imparare un’arte richiede tempo e impegno, non esistono scorciatoie per ottenere una conoscenza profonda e una reale abilità;
  10. coraggio: per imparare e migliorare ci vuole l’ “agire del cuore”, ci vuole cioè il “coraggio” di mettersi in gioco, di non tirarsi indietro di fronte alle sfide che ritieni giuste.

 


 

- Ringraziamenti

 

L’Associazione ha un debito di riconoscenza verso il M° Maurizio Zanetti, fondatore dell’International Longzhao Kungfu Association, dove ha sede la Scuola di Kung Fu e di Tai Ji Quan tradizionali e dalle quali provengono sia il nostro Insegnante di Shaolin Kung Fu sia quello di Tai Chi, per aver loro concesso di insegnare presso lo Shotokan Club.