Storia dello Shotokan Club - Contenuto della pagina Stampa o Pdf Stampa o Pdf

  • Breve storia dello Shotokan Club

 

- Breve storia dello Shotokan Club

 

 

Nel lontano 1968 Vincenzo Lopapa e Bruno Cuppi, cinture marroni piene di fervore e di entusiasmo per quella che allora era una disciplina quasi sconosciuta, il Karatè, diedero vita all’Associazione Shotokan Club, dal nome dello stile da loro praticato, e stabilirono la sua Sede in Via Telemaco Signorini n. 16/D, nel Quartiere Santa Viola di Bologna.

Nel settembre del 1970 furono sempre loro che, assistendo a una lezione di Karatè nella palestra Hiroshi Shirai Club di Strada Maggiore, nel centro storico di Bologna, notarono una giovane Cintura Nera 1° dan che si stava allenando e alla quale proposero di fare qualche lezione presso la loro palestra.

 

Il nome di quel giovane karateka era Giuseppe Tamanti e aveva cominciato ad apprendere il Karatè due anni prima, nel Settembre del 1968, sempre presso l’Hiroshi Shirai Club, sotto la capace e attenta guida di Giuseppe Perlati. Precedentemente, negli anni 1965/1966, durante il periodo di leva militare svolto presso la Quinta Aerobrigata di Rimini-Miramare, aveva seguito le lezioni di Ju Jitzu tenute dal Capitano Favaro.

Conseguì poi la Cintura Nera 1° dan di Karatè nel mese di Agosto del 1970 a Napoli, in uno Stage durato un’intera settimana e curato da tre eccelsi maestri del Karatè europeo dell’epoca: il M° Taiji Kase, responsabile dello Shotokan francese, il M° Keinosuke Enoeda, responsabile di quello inglese e il M° Hiroshi Shirai, responsabile del Karatè Shotokan italiano. Gli esami di dan furono tenuti da questi grandi maestri in persona e fu per lui un grande onore ricevere la promozione dalle loro mani.

 

La proposta di Vincenzo e di Bruno volta a tenere delle lezioni presso il loro Centro fu accettata con qualche titubanza ma anche con grande entusiasmo e già dopo le prime lezioni gli fu chiesto di rimanere a insegnare. L’avvio fu talmente promettente che nel giro di pochi mesi gli venne affidata la Direzione Tecnica del Settore Karatè dello Shotokan Club.

Nel Novembre dello stesso 1970 chiese e ottenne di poter impartire i suoi primissimi insegnamenti di Yoga, disciplina che aveva iniziato sempre presso l’Hiroshi Shirai Club nell’Ottobre del 1968.

Da quelle prime lezioni e a seguito della sempre maggiore sicurezza acquisita, gli furono accordati sempre più spazi fino al completo abbandono dell’attività, avvenuto ufficialmente nel marzo 1971, sia di Vincenzo che di Bruno.

Il maestro Tamanti, che fu e rimarrà sempre grato a quei primi fondatori dell’Associazione per la fiducia accordata e per l’opportunità offerta, conseguirà poi la Cintura Nera 2° dan nel 1972 e, nel 1973, dopo due anni di Corso Istruttori presso il Dojo del grande M° Sensei Hiroshi Shirai a Milano, otterrà sia la Qualifica di Istruttore Federale sia quella di Arbitro Nazionale.

 

Parallelamente, anche quel primo, timidissimo Corso di Yoga, al quale da subito era stata data la definizione di “classico”, continua ad andare avanti e viene supportato, oltre che dall’assidua pratica, dagli studi universitari che aveva scelto di compiere. Il 1968 fu un anno davvero molto fecondo per lui: aveva iniziato sia il Karatè che lo Yoga e aveva lasciato la Facoltà di Ingegneria di Bologna per passare alla facoltà che, prima in Italia, aveva aperto le porte ai tecnici. Fu così che, avendo lui un Diploma di Geometra, decise di iscriversi alla Facoltà di Sociologia di Trento. Ma, per la sua formazione, ancora più importante fu l’immediata frequenza alle lezioni di Psicoanalisi tenute da  Franco Fornari, allievo prediletto di Cesare Musatti, padre della Psicoanalisi freudiana in Italia. Fu un amore a prima vista. Con lui sostenne il suo primo esame, quello, appunto, di Psicoanalisi, nel febbraio del 1969, in preappello, e fu allora che, infervorato da quanto stava imparando e vivendo, decise che avrebbe fatto una tesi dal titolo: “Yoga e Psicoanalisi”.

Il titolo della tesi, diversi anni dopo, non fu proprio quello, anche perché il relatore dichiarò che non sapeva nulla dello Yoga, ma ci andò molto vicino: “Lo sviluppo psichico originario“, e il maestro Tamanti riuscì comunque a metterci dentro molto dello Yoga che intanto aveva appreso.

 

Nell’estate del 1971 i locali della Sede furono rinnovati per adattarli alle nuove esigenze e l’aspetto che assunsero, da allora, è stato modificato molto poco. L’Associazione cresceva a ritmi sostenuti e già nei primi anni ’80 poteva vantare di essere, in ordine d’importanza, la quinta palestra di Karatè Shotokan di tutta la Regione Emilia-Romagna.

Nei primi anni ’70 il maestro Tamanti parteciperà a diverse competizioni d’importanza nazionale, anche come rappresentante della sua Regione, e poi si dedicherà per alcuni altri anni all’arbitraggio.

 

Nell’altro campo, quello dello Yoga, il sempre maggior fascino che questa disciplina esercitava su di lui e la crescente popolarità che stava assumendo, impose, fin dal 1975, di dirigere le attenzioni dell’Associazione anche in quella direzione. I risultati non tardarono a farsi sentire. Fu così che, oltre alla consueta lezione di Yoga classico del Mercoledì sera, venne aggiunta anche quella del Sabato mattina.

Agli inizi del 1981, dopo aver ospitato per più di una settimana, presso i locali dell’Associazione, il guru tantrico Dada Japananda, responsabile dell’area delle Filippine per l’Ananda Marga, e aver ricevuto gli insegnamenti praticando assieme a lui in sedute giornaliere e notturne – praticamente 24 ore su 24 – ottenne l’iniziazione all’insegnamento sia del Tantra-yoga che della Meditazione yoga e gli venne assegnato sia un mantra personale sia il nome sanscrito di Jivesha, che significa “Guida per gli uomini“.

Negli anni seguenti, siamo nel 1983, vengono istituiti i primi Corsi per Insegnanti di Yoga classico e poi, ma abbiamo raggiunto il 1998, la nostra Scuola contribuirà fattivamente alla creazione del Settore Yoga e a quella che diventerà, a breve, l’Area Discipline Orientali della UISP. All’interno del Settore Yoga, la Scuola di Yoga classico dello Shotokan Club di Bologna è riconosciuta a livello nazionale ed è ufficialmente titolata, fin dall’anno 2000, alla Formazione di Insegnanti qualificati. Il maestro Tamanti, dal 1998, è membro del Coordinamento nazionale della UISP ed è il Responsabile Nazionale del Settore Yoga.

 

Nel 1999, anche a seguito del diffondersi di numerose e diverse Scuole di Arti marziali orientali, l’Associazione decide di aprire al suo interno una Scuola di Shaolin Kung Fu e di Tai Ji Quan, discipline marziali emergenti che hanno in comune, con il Karatè e lo Yoga, l’etica e la laica filosofia buddhista proveniente dall’India.

Sempre in quegli anni viene istituita la Scuola di Pranoterapia yogica e di Riflessologia pranico-plantare, con i relativi Stages Seminariali, i Corsi Annuali e quelli Triennali.

 

Dopo così tanto tempo dalla sua fondazione, i Soci che hanno sostenuto e avvalorato l’Associazione possono orgogliosamente dire che è una della palestre più antiche di Bologna, ma che i suoi tanti anni li porta davvero bene.